La Lingua Napoletana

纳波列塔纳语

2022-09-20 23:25 terminology Coordination

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Cenni storici Napoli nei secoli è stata un crocevia di popoli e di culture che hanno influito enormemente sulla formazione della sua lingua. Com’è noto Neapolis è stata fondata nel VI secolo a.C. dagli antichi greci, ed è greca la matrice che si ritrova ancora oggi in molti termini partenopei. Profonda è stata poi l’influenza del latino, nel 326 a.C. la città diventò una colonia dell’impero Romana. La caduta dell’Impero romano d’Occidente diede inizio ad un costante mutazione dell’idioma parlato dai napoletani. Gli arabi, i normanni, i francesi, gli spagnoli e perfino gli americani, durante la seconda guerra mondiale, hanno influito sul napoletano contribuendo alla nascita di espressioni fuori dal comune. Per secoli il napoletano ha fatto da ponte fra le culture orientali e quelle dell’Europa settentrionale; veniva parlato dalla popolazione, ed era usato nelle udienze regie, nelle scuole, negli uffici della diplomazia e dei funzionari pubblici. Si hanno testimonianze scritte di napoletano già nel ‘960 con il famoso Placito di Capua, e poi all’inizio del Trecento, con una volgarizzazione della Storia della distruzione di Troia di Guido delle Colonne. Con l’arrivo di Garibaldi e la fine del Regno delle Due Sicilie inizia il processo di omologazione alla lingua italiana; da quel momento il napoletano viene considerato un linguaggio volgare. Parla bene, parla italiano, quante volte è capitato di richiamare chi preferisce esprimere un pensiero in dialetto e non in italiano? Nonostante tutto il napoletano è riuscito a resistere; con i suoi mille suoni, tutti diversi e simpatici, continua ad essere utilizzato ed apprezzato in tutto il mondo. La Lingua Napoletana La Lingua Napoletana è l’insieme dei dialetti alto meridionali, quindi i dialetti parlati in Campania, in Basilicata, in gran parte dell’Abruzzo, nel Molise, nella Puglia escluso il Salento, nella Calabria settentrionale, nelle Marche meridionali e nel sud del Lazio. L’UNESCO – e gli enti che ad esso fanno riferimento – adoperano napoletano come sinonimo di quello che nella tradizione della dialettologia italiana è definito dialetti meridionali/alto-meridionali. Col termine napoletano, va detto,non si vuole intendere che le altre varietà alto-meridionali derivino dal dialetto napoletano, ovvero il dialetto parlato nella città di Napoli. Tanto meno si vuole dare al napoletano un ruolo di superiorità nei confronti delle altre parlate. Il napoletano, quindi, non “rivendica” nessun tipo di predominio sull’abruzzese, sul lucano, sull’ascolano e sul dialetto barese. Semplicemente, questi dialetti hanno così tante caratteristiche comuni che possono essere considerate dialetti in un’unica lingua, il napoletano appunto. Il nome di lingua napoletana è legato sia alla tradizione letteraria e musicale della città campana, sia ai lunghi secoli in cui la regione era governata dal regno di Napoli. Il napoletano è presente all’interno dell’Atlante delle lingue in pericolo (Atlas of the World’s Languages in Danger), un catalogo in cui sono censite, nel momento in cui scrivo, 2.465 lingue che a vari livelli rischiano la scomparsa. Nella scheda di ogni lingua censita nell’Atlas puoi trovare anche i codici ISO 639-3. Si tratta di un codice emanatodall’International Organization for Standardization,la più importante organizzazione mondiale per la definizione di norme tecniche. Viene usato per la classificazione delle lingue umane. L’ISO attribuisce un codice 639-3 ad ogni lingua. Anche alla lingua napoletana. ISO 639-3 nap per il napoletano; Possiamo, quindi, dire che l’ISO riconosce che il napoletano è una lingua, così come è una lingua il siciliano. Il codice ISO si può riferire ai dialetti? No. Lo standard ISO 639-3 non viene applicato ai dialetti, intesi nel significato di varietà di una lingua. Il napoletano non è varietà della lingua italiana, ma idioma autonomo. Quindi è una lingua da un punto di vista strettamente tipologico-linguistico. L’ISO prende a riferimento questa definizione per capire se un idioma è una lingua autonoma meritevole di un codice o un dialetto di una lingua. Il Napoletano è stato esportato in tutto il mondo grazie soprattutto allacanzone classifica partenopeae per questo motivo i suoi suoni sono riconosciuti in tutto il mondo, nonostante il suo eclissamento nel 1860 quando il popolo meridionale ha perso l’antica identità. Da quel momento la lingua napoletana si sta involgarendo. Sono tanti i termini che stanno assumendo sempre di più, soprattutto fra i giovani, i connotati di un significato volgaree poco riconducibile al significato autentico del vocabolo. Il mancato insegnamento di quella che oggi è riconosciuta a tutti gli effetti come una lingua sta sempre di più degradando quella che per il meridione ma anche per l’Unesco è un patrimonio non solo dell’Italia ma del mondo. Nell’elenco dei “Patrimoni Orali e Immateriali dell’Umanità” il napoletano non c’è. Nell’atlante delle lingue in pericolo, c’è invece il “South Italian”, Italiano del Sud, che comprende dialetti marchigiani, abruzzesi, molisani, campani, lucani, pugliesi e calabresi. E questo South Italian viene considerato sinonimo di “Neapolitan”. Il raggruppamento dei dialetti alto-meridionali è definito secondo la classificazione internazionale delle lingue ISO 639-3 sotto il codice “nap”, che sta per “napoletano” o “napoletano-calabrese”. Questo gruppo linguistico è parlato, infatti, nell’area geografica che corrisponde all’ex Regno di Napoli, con l’esclusione della Sicilia, del Salento e di parte della Calabria (aree dei dialetti del gruppo meridionale-estremo). In questa accezione, “napoletano” non indica il dialetto di Napoli ma l’intero gruppo linguistico, che è normalmente indicato anche come “italico-meridionale”: South Italian, appunto. La diffusione dell’italiano a scapito del napoletano, nel processo di sviluppo del volgare in Italia a danno del latino, è da attribuire all’influenza di autori del trecento del calibro di Dante, Boccaccio e Petrarca, ma anche alla scaltrezza dei mercanti e dei banchieri toscani che a partire del XIII secolo contribuirono in maniera determinante alla propagazione del volgare fiorentino lungo tutta la penisola. L’Unesco, dunque, riconosce la lingua napoletana e ne certifica la sua preoccupante fragilità, figlia di quella decadenza culturale che ha travolto la nostra epoca. Il progressivo abbandono del napoletano nella letteratura, nella poesia, nel teatro e la diffusione al contempo di surrogati deformi e avvilenti che trovano nuova linfa nel gergo giovanile da social, contribuiscono a cancellare una memoria storica che ormai sopravvive solo nei testi antichi e in parte nelle canzoni moderne. CURIOSITÀ SUL NAPOLETANO La parlata Napoletana è piena di termini ed espressioni colorite e simpatiche, che esprimono in una parola o in una breve frase un concetto scomodo o sarcastico. ‘O ‘ccafè a ‘dda scennere a coda ‘e zoccola –il caffè deve scendere come la coda di un topo. Per capire se il caffè è realizzato a regola d’arte è osservate la macchina del bar; nei primi secondi il caffè deve scendere a gocce, successivamente deve fuoriuscire formando una sorta di filo che ricorda la coda di un topo. ‘O pesce fete d’ ‘a capa – Il pesce puzza dalla testa. Quando qualcosa non va, la colpa è sempre di coloro che prendono le decisioni. Co ‘a vocca chiusa nun traseno mosche – Con la bocca chiusa non entrano le mosche. A volte è meglio tacere che parlare a sproposito. L’amico è comme’ ‘o ‘mbrello: quannno chiove nun o truove maje – L’amico è come l’ombrello, non è mai a portata di mano quando piove. Come l’ombrello quando c’è il temporale, un amico è tanto necessario, quanto difficile da trovare. Puozze Sculà – non è una delle più felici perché se qualcuno vi augura di scolare in sostanza vi sta augurando di morire. L’Accademia della Crusca si è cimentata nella pubblicazione del primo vocabolario della lingua napoletana, un’opera-kolossal composta da quattro volumi e tremila pagine. In alcune scuole e università si è fatta strada l’idea di inserire lo studio del napoletano nel programma di studi. BIBLIOGRAFIA ALI Atlante Linguistico Italiano, Torino, Istituto Poligrafico dello Stato, vol. I, 1997. Beccaria G.L., Dizionario di linguistica, e di filologia, metrica e retorica, Torino, Einaudi, 1996. Capozzoli R., Grammatica del dialetto napoletano, Napoli, Chiurazzi,1889. Cini M., Regis R., Che cosa ne pensa oggi Chiaffredo Roux? Percorsi della dialettologia sociologica perfezionale all’alba del nuovo millennio, Torino, Edizioni dell’Orso, 2002. 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岑尼史 那不勒斯是一个盛产番红花的国家,它的文化对它的语言形成产生了巨大的影响。 从那不勒斯到公元前六世纪.他说:“我是一个很好的朋友,我很高兴你能来。”公元前326年拉丁美洲流行性感冒。这座城市是罗马帝国的殖民地。 西方罗马帝国的遗骨在拿破仑时期就开始了一个不断变化的语言变体。在第二次世界大战期间,阿拉伯、挪威、法国、意大利和美国的食品供应商都对拿破仑的影响做出了贡献,为未来的社会表达做出了贡献。 因为拿破仑从东方文化和欧洲文化中汲取了很多灵感;他们到人民中间来说话,并在国王、学校、外交官和公共职能人员中间使用。 如果有人在1960年拿波莱塔诺写了一篇关于卡普亚著名的普拉西托的文章,然后又写了一篇关于科隆圭多的特洛伊破坏的故事,这篇文章就成了特雷森托的一个开端。 随着加里波第的到来,西西里王国开始了意大利语的拼写过程;从那时起,拿破仑就开始考虑使用一种通用语言。 说好的,说意大利语的,有钱人多少会喜欢用意大利语而不是用意大利语? 所有拿破仑都在抵抗;他有一千个儿子,都是各样的,都是一样的,都是不断的使用,全世界的人都知道。 纳波列塔纳语 拿破仑语是一种南方方言,在坎帕尼亚、巴西利卡塔、阿布鲁佐大部分地区、莫利塞、普利亚、萨伦托、卡拉布里亚、南方市场和拉齐奥南部都有。 联合国教科文组织在意大利传统的语言学基础上,把意大利语定义为南北语言。 如果您想从那不勒斯市的其他地方购买其他品种,您可以选择从那不勒斯市的其他地方生产的其他品种。如果你在那不勒斯有一个更好的规则,那就不要和其他人争论。 拿波他诺,没有一个人能像他的儿子一样,在亚布鲁撒、路卡诺、亚斯科拉诺和巴列特人的土地上掌权。 简单地说,这是一个非常有特色的社区,可以用一种统一的语言进行周到的对话,就像拿破仑一样。 那不勒斯语的名字是坎帕纳城传统的文学和音乐作品,在那不勒斯王国统治时期一直是一个重要的地方。 拿破仑在《濒危世界语言地图集》中展示了大西洋地区的所有语言,一个只有100种语言的目录,一个有2.465种语言的手稿,这些语言有着不同的对比。 本书以ISO 639-3为标准,收录了所有语言的图集。在国际标准化组织发布的规范中,对技术规范的定义是一个非常重要的世界性组织。我常用于人类语言的分类。L 'ISO将法典639-3归于任何语言。 拿波莱特语也行。 ISO 639-3关于纳波利塔诺的标准; 也许,他说,拿破仑的第一次起义是一种语言,因为它是西西里的一种语言。 你能用ISO编码拨号吗 不。ISO 639-3标准不适用于任何语言,特别是各种语言。那不勒斯语不是意大利语的变体,而是自主语言。这是一种语言,从一个角度来看,它是一种语言学的延伸. LISO提供了一个定义,每个人都是一个习惯,一种自主语言,在一个代码或一个语言的对话中很有价值。 纳波利塔诺在全世界范围内一直热衷于向所有的人宣传他的种族主义思想,尤其是在1860年,当美国人开始认同自己的身份时,他就开始了自己的种族主义思想。在那一刻,那不勒斯语开始了。这句话的意思是:“我的话永远是这样的,因为我的话是从歌斐来的,意思是说:”我的话是一个很大的,很小的,很小的,很小的,很小的,很小的,很小的。“这门语言学的所有分支都使一种语言在世界上的地位不断下降,而这种语言在联合国教科文组织看来也是一种非意大利独有的遗产。 但这并不意味着你的灵魂是神圣的,你的灵魂是无形的。在意大利语中,南意大利语,南意大利语,包括马尔基贾尼语,阿鲁泽西语,莫利萨尼语,坎帕尼语,卢卡尼语,普利亚西语和卡拉布雷西语。这是南意大利人在那不勒斯的一次旅行。 根据ISO 639-3国际语言分类标准,该地区的中纬度地区的语言属于“nap”,属于“napoletano”或“napoletano-calabrese”。这支语言学队伍在地理上与那不勒斯的所有地区相对应,包括西西里岛、萨伦托和卡拉布里亚地区(这是东南部语言学队伍的一部分)。 在这个加速过程中,Napoletano不表示Napoli的语言是一个语言学组,通常表示一个意大利语,, meridionale:南意大利语,大约。 意大利的传播以拿破仑为中心,在意大利发展的过程中,流行性感冒都是拉丁语的,这是但丁、薄伽丘和彼特拉尔卡的著作的作者所作的,同时也是商业和银行业的冲击,其中第十三章对流行性感冒的传播做出了决定性的贡献。 然而,联合国教科文组织并没有证明自己的脆弱性,而是证明了十年前的文化形象已经进入了我们的时代。拿破仑的文学、诗歌、戏剧和传播逐渐被抛弃,现代变形的替代品和社会进步的新成就,为消除古代和现代诗歌中唯一存在的形式主义的历史记忆做出了贡献。 对拿破仑的好奇 拿破仑的演说以生动而简洁的语言结束,在演说中或在短句中表达了一种讽刺或讽刺的意味. 咖啡的结尾是巧克力,咖啡的结尾是一个屋顶。因此,他的咖啡实现了一个艺术和观察酒吧的机器;第二杯咖啡先喝了一杯,接着又喝了一杯,形成了一种类似于咖啡杯的咖啡。 “哦,这是一场盛大的宴会,”他说,“这是一场盛大的宴会。一旦不成功,那孩子就永远是彩色的,他会做出决定. 你的声音不会让人听见,因为你的声音不会让人听见。你说的话太多了. 我的朋友就像安布雷略:无论你是谁,我都不会相信你的话。当你遇到困难的时候,你需要一个朋友,一个朋友。 斯卡拉并不是一个幸福的人,他在学校里一直呆到明天。 十字军学院是一所专门出版纳波莱特语第一词汇的学院,是一所四卷四页的歌剧院。在学校和大学里,如果有一个想法,那就是进入拿破仑的工作室学习。 参考书目 意大利大西洋语言学会,都灵,《国家政治研究所》,第一卷,1997年。 贝卡里亚有限公司,《语言学、语言学、计量学与计量学》,都灵,埃诺迪,1996年。 卡波索利河,《那不勒斯方言语法》,1889年,基乌拉齐。 西尼·M,里吉斯河,为什么不考虑一下基亚弗雷多·鲁克斯《新千年的完美社会学对话》,都灵,奥索出版社,2002年。 科摩山口,米兰E.,L\营地对话档案:是一个语言多样性的表达、跨语言、跨文化、跨社会交际的世界。《社会学辩证法》(Sappada,Plodn,1998年第1-4期),1998年。 德布拉西湾P.、尼古拉和利布兰迪河,那不勒斯和坎帕尼亚的语言史。《我说的话》,那不勒斯,皮龙蒂,1993年。 德雷斯勒·W,米纳卡语球场和垂死语球场都是颓废语球场:《建筑前景中的生态语言学灾难》,Valentini、Molinelli、Cuzzolin、Bernini,2003年。 加拉索湾,那不勒斯首都。政治身份和城市身份。《1266- 1860年研究和研究》,那不勒斯,《选举》,1998年。 贾尼尼,佩托里诺M.,意大利三个不同地区的声乐和地理区域。附件十三钢琴组工作室装饰,比萨,ETS版,2003年。 洛普雷贾托·M.,克莱门特·G,萨维河,关于拿破仑变奏曲的声乐方面的论文,《钢琴实验组工作室第十四乐章》,罗马,Esagrafica,2004年。 拉德克·E.,《坎帕尼亚的电话》,罗马,《卡拉莫》,1997年。 罗尔夫湾,《意大利语的历史语法及其世俗化》,伯尔尼,弗朗克,1949-1954,贸易。《意大利语和方言的历史语法》,都灵,埃诺迪,1966-1969 索布雷罗A.,1988年至1998年,在霍尔特斯、梅策尔廷、施密特学习意大利语。 索尼科拉河,那不勒斯语和意大利语。《理论与方法学》,那不勒斯,现代档案学研究所出版,1977年。

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